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Anche nella cucina tutti hanno lasciato il
segno: "la Cassata Siciliana" degli Arabi, la "Bechiamelle"
che i "Monsù".. Francesi al servizio delle
famiglie aristocratiche hanno importato dalla
Francia, tramandandola fino a noi.
PALERMO: le panelle che fino a qualche
anno fa si potevano con il famoso panino per
strada: un carrettino circolava fornito di
pentolone con l'olio per friggerle e mangiarle
calde al momento. Gli spaghetti con i ricci,
consigliamo "Questione di Gusto", piccolo
ristorantino in via Principe di Scordia. Ma a
parlare di cibo non finiremo mai, c'è un solo
modo per scoprirlo: VENIRE in Sicilia ed
assaggiare personalmente.
ARAGONA: "U TAGANU", tipica pietanza che
si prepara a Pasqua. Chiaramente un piatto
povero, di materie prime reperibili in tutte le
famiglie: pasta, tuma, uova e prezzemolo.
CHIARAMONTE GULFI: si trova nel Ragusano,
le specialità del posto sono a base di maiale.
CATANIA: cavatelli alla norma, con salsa
di pomodoro pelato, melenzane fritte, basilico e
ricotta salata.
TRAPANI: importa dalla vicina Africa il
cous-cous, ma lo fa diventare un piatto siculo,
sostituendo il montone con il pesce.
MESSINA: è unica nel condire molti piatti
di pesce con formaggio pecorino.
AGRIGENTO: dolce di zuccata e pistacchi,
preparato deliziosamente dalle Suore del
Monastero di Santo Spirito.
ENNA: l'ombelico della Sicilia, con il
suo formaggio "piacentino". Il formaggio
Piacentino ennese, potrebbe far pensare alla
città di Piacenza per il suo nome, ma in realtà
si chiama così per il semplice fatto che piace
molto alla gente.
CALTANISSETTA: piatti tipici con il fungo
di ferla, nulla da invidiare al famoso porcino.
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